Infografica

19 Aprile 2018

Il recente successo social di foto e video 360° è correlato, come sovente accade nel mondo digitale, alla rapida evoluzione della tecnologia e delle attrezzature a disposizione.
Qualche anno fa per produrre delle buone fotografie “all around” erano necessari: una buona macchina fotografica, un cavalletto, molto tempo e altrettanta pazienza per la posa di ciascuno scatto.

L’avvento delle ActionCam ha portato ad un’automazione del processo attraverso il matching di 6/8 immagini prodotte in contemporanea; queste piccole videocamere sono dotate di potenti sensori, una buona qualità in uscita e un angolo di ripresa abbastanza ampio.
Un altro passo importante è stata l’uscita dell’Oculus Rift, un visore appartenente al mondo del gaming, prodotto in versione beta circa 6 anni fa, che sfrutta il sensore del giroscopio interno alla macchina per navigare digitalmente in immagini o render 360°.
L’Oculus Rift è il precursore di tutti i visori moderni.

I social hanno iniziato a supportare il 360° quando i costi delle macchine fotografiche si sono abbassati e i processi di sviluppo e upload si sono velocizzati.
Il primo social ad adeguarsi è stato YouTube e In Italia uno dei primi video musicali realizzati con la tecnologia 360° è stato “Compro Horror” di Caparezza.
Potete vedere il video a questo link.

A cosa può servire lo scatto di foto o la ripresa di video a 360°?

La tecnologia 360° consente di descrivere visivamente uno spazio, con un approccio diverso rispetto alla ripresa o alla fotografia standard.
La forza di questa tecnica risiede nel trasmettere un’idea di spazio più completa e far immergere totalmente lo spettatore in quello che sta vedendo, facendolo sentire parte integrante e presente nell’ambiente. Nella ripresa a 360°, lo studio delle luci e della posizione del cameraman sono aspetti molto importanti perché tutto ciò che circonda la macchina da presa è coinvolto nell’inquadratura.

Oggi l’uso del 360 è diventato di dominio pubblico e non più un'esclusiva degli addetti ai lavori.
La diffusione e conoscenza di questa metodologia, unite alla semplificazione del suo utilizzo si traducono in una richiesta sempre maggiore da parte dei clienti di video con queste caratteristiche.
Se fino a pochi anni fa per realizzare la post produzione di immagini 360 era necessario conoscere e saper utilizzare alcuni software di nicchia, ora anche la Suite Adobe si è adeguata.